Organismi di Comunione

GRUPPO PRANZI

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PARROCCHIA DI

SAN CAMILLO DE LELLIS

 

La festa del Corpus Domini, Corpo del Signore, è una delle solennità più importanti della nostra tradizione cristiana, e anche una delle più antiche: è stata istituita quasi 8 secoli fa (per la precisione, nel 1264) per dare risalto a questo aspetto fondamentale della nostra fede e della nostra vita di seguaci di Gesù.
È impossibile racchiudere in pochi minuti di omelia la sconfinata ricchezza di significati del sacramento dell’Eucaristia.
Anzitutto, di cosa si tratta? Noi crediamo - per un atto di fede, fondato su quanto Gesù ha compiuto e su quanto la tradizione della Chiesa in 2mila anni ha capito e ha spiegato - che nel pane e nel vino consacrati dal sacerdote nella s. Messa è realmente presente Gesù stesso, il suo corpo. Presenza misteriosa per la ragione, che continua a vedere pane e vino, ma reale per gli occhi dello spirito.
Fra le tante cose che possiamo dire sull’Eucaristia, oggi ne ricordiamo solo una, prendendo spunto dal brano del Vangelo ascoltato.
Come sapete, l’evangelista Giovanni non racconta l’istituzione dell’Eucaristia da parte di Gesù nell’ultima cena. Scrivendo il suo Vangelo per ultimo, molto dopo gli altri evangelisti, dà per scontata la conoscenza del fatto. Lo sostituisce riportando un lungo discorso di Gesù sul “pane di vita”, di cui abbiamo appena proclamato una parte, verso la fine del discorso.
Gesù parla di sé dicendo: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno… (lo ripete poche righe dopo) La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda…  Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui…”.
Nell’Eucaristia il corpo di Cristo ci viene dato in forma di pane per essere mangiato e assimilato, come facciamo con gli altri alimenti naturali. Come il pane sazia la fame e dà l’energia al corpo, così il pane soprannaturale che è l’Eucaristia, il corpo stesso di Cristo, può saziare la fame, i bisogni che noi abbiamo a livello spirituale e sostenere la nostra vita di seguaci di Gesù.
Tutto ciò che possiamo dire del pane, e in genere del cibo materiale, lo possiamo applicare al quel cibo spirituale che è il corpo di Cristo.
Come è inimmaginabile poter vivere senza alimentarsi, così è impossibile vivere da cristiani, mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù datici nel Vangelo, senza nutrirci della sua stessa energia divina che egli ci dona nell’Eucaristia.
Inoltre, per noi il mangiare non si riduce al semplice atto di saziare la fame, ma assume tanti valori antropologici e culturali. Ci sediamo a tavola per rinsaldare gli affetti familiari, rinnovare il legame fra amici, celebrare un anniversario o un evento lieto, o a volte anche triste (in alcune culture ancor oggi si termina il funerale di una persona cara con un pranzo fra tutti i parenti). Allo stesso modo noi cristiani ci raduniamo a celebrare insieme la Messa e ci nutriamo dell’Eucaristia per rinsaldare la comunione con il Signore e fra noi. L’Eucaristia costituisce e sostiene la comunità dei credenti in Cristo.
In questa solennità del Corpus Domini, possiamo brevemente chiederci: ogni volta che mi accosto a ricevere l’Eucaristia,  sono consapevole del suo significato per la mia vita di credente? E ne sono degno?