Organismi di Comunione

GRUPPO PRANZI

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PARROCCHIA DI

SAN CAMILLO DE LELLIS

 

 

 

 

 

È facile oggi collegare la prima lettura con il passo del vangelo di Matteo.
Il profeta Ezechiele mette in bocca a Dio queste parole: Se il cattivo si converte dal male che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, si salverà. Ha riflettuto e si è allontanato dalle colpe commesse. 
Nel Vangelo, Gesù ci affida un’altra delle sue parabole, stavolta molto breve. Un padre chiede ai due figli di andare a lavorare nella vigna. Viene proprio a proposito: in questi giorni nelle nostre campagne si sta svolgendo la vendemmia.
Il primo figlio risponde semplicemente: “Non ne ho voglia”, senza dare spiegazioni. Il secondo fa subito contento il padre: sì signore, vado. Subito dopo, il primo, che aveva espresso un netto rifiuto alla richiesta del padre, ci riflette su, ha capito di aver sbagliato, si pente e va a lavorare. Il secondo dimentica in fretta il consenso dato alla richiesta del padre e non va nella vigna. Le sue restano solo parole, non mantiene la promessa.
All’inizio Matteo ha precisato che Gesù si sta rivolgendo “ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo”: cioè alle guide spirituali, ai guardiani della religione e della morale che si vantavano di osservare scrupolosamente la legge religiosa e la imponevano a tutti. Credono di essere i migliori, di non aver bisogno di conver-sione. Sono i “professionisti della religione”!
Gesù li confronta duramente. Anzitutto li provoca e li costringe a riconoscere che solo il primo figlio - quello che inizialmente aveva rifiutato la richiesta del padre - ha poi compiuto davvero la sua volontà.
E poi va giù ancora più duro: quelli che voi considerate i lontani da Dio, i peccatori e le prostitute, hanno creduto alla predicazione di Giovanni Battista, che invitava tutti alla conversione; e soprat-tutto hanno accolto me e il mio messaggio di misericordia e di perdono.
Gesù ci sta rivolgendo un forte ammonimento. Posso essere fedele osservante dei riti e della pratica religiosa, fare belle prediche e insegnare a tutti la morale, frequentare il culto e ricevere i sacramenti; ma poi trascurare di mettere in pratica la Parola di Dio, di vivere secondo il Vangelo. Posso pensare di essere giusto, di non riconoscermi fragile e peccatore e sempre bisognoso di misericordia. Ascolto spesso la Parola di Dio e do un assenso razionale, rispondendo sì, amen. Ma poi trascuro di metterla in pratica.
Devo stare attento a non incorrere anch’io nel duro ammoni-mento di Gesù: quelli che tu consideri lontani dalla fede e dalla pratica religiosa, peccatori, potrebbero passarti avanti agli occhi di Dio!