Organismi di Comunione

GRUPPO PRANZI

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PARROCCHIA DI

SAN CAMILLO DE LELLIS

 

Non è facile mettere insieme le terribili notizie che ogni giorno ci arrivano dai molti fronti di guerra attivi nel mondo, oltre cinquanta, con la “buona notizia” che la liturgia di Pasqua ci rinnova anche quest’anno.
Madri e padri che piangono i loro figli ucraini o russi morti in guerra; bambini morti, mutilati, affamati a Gaza e nei territori palestinesi; vittime anonime del conflitto in Iran e in Libano che sta incendiando ormai tutti i paesi del Golfo; economie di interi paesi, come Cuba o il Venezuela, soffocate dall’ingordigia di nazioni imperialiste; il diritto internazionale e i diritti dei deboli calpestati dai prepotenti; stragi di donne bambini vecchi nei villaggi del Sud Sudan; ovunque distruzione e impoverimento di popolazioni già povere; e la paura che le conseguenze di tutto ciò suscita anche in noi che viviamo in paesi sicuri e benestanti… Un rosario interminabile di morte, distruzione, odio che si allunga ogni giorno.
Poi veniamo in chiesa, e la liturgia ci parla di luce, di speranza, di Risurrezione, di promesse di pace, di vita nuova non solo per Cristo ma anche per noi. 
“Come canteremo i canti di Sion in terra straniera?” lamentavano gli esuli ebrei deportati a Babilonia 5-6 secoli a.Cr. Ci sentiamo anche noi in esilio in questo mondo impazzito.
Cosa vogliamo fare? Unirci al coro di chi si lamenta, magari protesta, ma rimanendo al sicuro nella propria comfort zone, senza lasciarsi più di tanto turbare da ciò che avviene nel mondo?
La memoria della Risurrezione di Cristo non è solo una “bella notizia” che riguarda lui. È al contempo un potente appello a seguire il suo esempio. Ai tradimenti, all’ingiusta condanna, alle offese, alla tortura di una orrenda e dolorissima morte in croce non ha risposto con la forza, con altrettanta violenza, con il potere che pure aveva di annichilire i suoi avversari. Ha risposto con la mitezza e il silenzio, chiamando amico chi l’aveva tradito e venduto, guardando con misericordia chi l’aveva rinnegato, chiedendo il perdono di Dio per i suoi aguzzini, promettendo il Paradiso al ladro compagno di crocifissione. La promessa di Risurrezione è già contenuta nel Venerdì santo, nel modo in cui ha vissuto la passione e la morte, per poi esplodere in tutta la sua potenza la mattina di Pasqua.
Ecco perché noi cristiano continuiamo testardamente a ripetere l’annuncio gioioso della Risurrezione di Cristo anche in mezzo alle tragedie del mondo, anche sui campi impregnati del sangue delle vittime di ogni guerra, anche di fronte alla protervia dei potenti che confidano solo nelle armi e nel denaro. Non siamo ciechi, nè illusi, né rassegnati. Ma vogliamo ripetere che l’amore vince. Che da ogni Calvario, da ogni Venerdì Santo, può nascere una nuova vita, la speranza di un mondo migliore, con più giustizia e pane e sicurezza per tutti.
Anch’io posso, voglio fare la mia parte, tutti noi, per seminare amore, mitezza, comprensione, perdono, speranza. Sono semi buoni:  con l’aiuto di Dio, nasceranno germogli di vita nuova, antidoto al male.
Ieri papa Leone alla via crucis a Colosseo, invitandoci a “camminare sulle orme di Cristo” ha ricordato la preghiera di san Francesco: “Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, concedi a noi miseri di fare, per tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché, interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo”.
Buona Risurrezione!