
Nella prima lettura, il profeta Isaia paragona la forza e l’efficacia della parola di Dio alla pioggia che feconda la terra e la fa germogliare. Nel passo del Vangelo, anche Gesù usa un bel paragone tra la Parola che lui annuncia, cioè il messaggio del Vangelo, e la semente che un seminatore sparge sul terreno.
Ma nel racconto di Gesù, l’esito della semina non risulta altrettanto efficace. Anzi, per la gran parte è un fallimento completo. Una parte del seme viene mangiata dagli uccelli; una parte - quella caduta sul terreno sassoso - germoglia ma subito si secca bruciata dal sole; un’altra parte viene soffocata dai rovi. Per fortuna, alla fine Gesù aggiunge una parola di speranza: una parte del seme cade sul terreno buono e produce un frutto abbondante.
Il problema non è la buona qualità della semente, ma il tipo di terreno sul quale essa cade.
Per secoli, da Gesù in poi, folle numerose di tutte le culture e a tutte le latitudini della terra sono accorse ad ascoltare l’annuncio della Parola di Dio, del Vangelo, per trovare luce, risposta alle domande e alla inquietudini della vita, motivi di speranza, insegnamenti per vivere bene e prepararsi all’altra vita. E così la comunità dei discepoli di Cristo si è rapidamente diffusa in tutto il mondo.
Oggi siamo sommersi dalle parole, da annunci, da promesse di benessere e di felicità. La gran parte della gente non viene più nella comunità cristiana ad ascoltare la Parola di Dio, l’annuncio del Vangelo.
Più che di parole, è tempo di testimonianza. Qualcuno ha scritto che per uscire a seminare, come racconta la parabola, occorre… avere con sé la semente. Prima di pensare ad annunciare il Vangelo ad altri, occorre che abbiamo imparato noi a viverlo. Oggi non basta più trasmettere quanto abbiamo ereditato dalla tradizione del passato. Siamo credibili se mettiamo in pratica noi per primi il Vangelo, mostrando con la nostra vita che seguire Cristo ci rende felici, ci aiuta a vivere meglio, ci dà forza per affrontare i momenti difficili, speranza quando tutto sembra andare male.
La trasmissione della fede avverrà così per attrazione, per contagio.
Tornando alla parabola: i diversi tipi di terreno indicano le diverse tipologie di atteggiamento nell’ascoltare e accogliere la Parola, come ha ben spiegato Gesù ai suoi discepoli. Ecco un semplice ma utile “esercizio spirituale”: a quale tipo di “terreno” io mi sento di assomigliare?