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PARROCCHIA DI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

II° domenica Quaresima

  

Di questo brano molto conosciuto della Trasfigurazione di Gesù sulla collina del Tabor vorrei condividere una semplice riflessione a commento di un solo versetto: “Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!”.
Nel racconto dell’evangelista Matteo vengono usati elementi tipici delle teofanie, le manifesta¬zioni di Dio raccontate nell’Antico Testamento: il monte, la luce, la nube, la voce dal cielo. Qui la voce che odono è chiaramente quella di Dio Padre, che dice: questo è il mio Figlio amato.
In tutto il Vangelo Dio Padre fa udire la sua voce solo due volte: al fiume Giordano, quando Gesù riceve il battesimo da Giovanni, e qui sul Tabor. Sempre a confermarci che Gesù è il Figlio suo e che va ascoltato: lui è la Parola che contiene tutto quanto Dio ha da dirci. La Rivelazione completa.
E ci ripete: “Ascoltatelo!”.
Tutti siamo consapevoli che molti nostri contemporanei, forse anche tra i nostri parenti o amici, o non hanno mai condiviso la nostra fede o hanno abbandonato la pratica religiosa. E così non avranno più l’opportunità di ascoltare Gesù e il suo messaggio del Vangelo, la Buona Notizia. Non sentiranno più parlare di Gesù se non in modo sporadico o distratto.
Ma anche quanti  frequentano con regolarità le comunità cristiane non sempre possono apprezzare facilmente la Parola di Gesù. Il suo messaggio si perde tra altre pratiche, riti e dottrine. È difficile coglierne l'importanza decisiva. La forza liberatrice del suo Vangelo è talvolta bloccata da un linguaggio vecchio o astratto e da commenti estranei al suo spirito.
Tuttavia, anche oggi, l'unica cosa decisiva che noi cristiani possiamo offrire alla società moderna e a noi stessi è la Buona Notizia proclamata da Gesù, e il suo progetto per una vita più sana e dignitosa. Non possiamo più nascondere la forza umanizzante del suo Vangelo.
Dobbiamo farlo risuonare pulito, vivo e abbondante nelle nostre comunità. Che arrivi nelle case, che sia conosciuto da chi cerca un nuovo senso alla propria vita, che sia ascoltato da chi vive senza speranza.
Dobbiamo tornare a leggere il Vangelo insieme. A familiarizzarci con le storie del Vangelo. Per metterci in contatto diretto e immediato con la Buona Notizia di Gesù. È qui che dobbiamo spendere le nostre energie. È da qui che inizierà il rinnovamento di cui la Chiesa ha bisogno oggi.
È evidente a tutti: l'istituzione ecclesiastica sta perdendo il potere di attrazione che ha avuto per secoli. Dobbiamo scoprire l'attrazione che Gesù, il Figlio di Dio, ha per coloro che cercano la verità e la vita. 
“È il Figlio mio: ascoltatelo!”. Cominciamo noi per primi ad ascoltare con attenzione e a mettere in pratica le parole di Gesù. Vi troveremo la sorgente di una vita più piena e potremo contagiare altri con la speranza di un mondo migliore.
 

SAN CAMILLO DE LELLIS

PAGINA DELLA PAROLA
- commento alla liturgia domenicale -

donato

p. Donato Cauzzo